Banche e legalita’ – di Alessandro Carulli

Lettera del Dr. Alessandro Carulli al Direttore del quotidiano “Il Sole 24 Ore” sulla legalità’ delle banche.

truffe bancarie

Vorrei farla partecipe di una riflessione sulla legalità delle banche. Mi corregga se, nel frattempo, è cambiato qualcosa.

Dal tempo dell’Università, ricordo che gli Istituti di Credito venivano definiti come le Società che raccolgono il risparmio presso il pubblico ed erogano il credito.

Due requisiti contemporaneamente necessari, per l’esercizio congiunto dei quali era necessaria l’autorizzazione da parte della Banca d’Italia, con funzioni anche di vigilanza, e l’osservanza di rigidi requisiti e coefficienti patrimoniali.

Si diceva anche che la funzione economica sociale della banca, che ne giustificava la legalità contrattuale ai sensi del Codice civile, stava nell’assunzione del rischio che derivava dalla sua attività di intermediario tra chi aveva danaro da impiegare e chi ne aveva bisogno.

Ovvero, la banca, all’interno del così detto circuito indiretto del credito, nell’esercizio congiunto delle due necessarie funzioni della sua attività, così come giuridicamente definita, e nella veste di allocatore delle risorse finanziarie, si assumeva un rischio.

E perciò, stante questo rischio assunto, si giustificava il margine di intermediazione derivante dalla differenza tra tassi attivi e tassi passivi.

Oggi giorno, si sa, gli istituti di credito, oltre a perdere miliardi di euro delle proprie risorse con operazioni a dir poco scellerate, principalmente vendono quote di organismi di investimento collettivo presso il pubblico dei risparmiatori, con ciò trasferendo anche il rischio in capo ai sottoscrittori .

L’erogazione del credito, in sostanza, è pressoché scomparso dall’operatività bancaria. Se si aggiungono le numerose condanne per usura e anatocismo…
Alessandro Carulli

Pubblicata su Il Sole 24 Ore il 29 Agosto 2014

Lascia un commento

Torna in alto